~ Prometheus ~

Agamennone:
Zeus I am struck, a deep mortal wound
Zeus here I die in the Land of my Birth
Where is my Son?
Where's my reward
For services rendered in your Sacred Name...
I'm coming Home...

Virgin Steele

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La vita senza amore è come un albero senza fiori o frutta.
Kahlil Gibran

Il numero degli uomini che accettano la civiltà da ipocriti è infinitamente superiore a quello degli uomini veramente civili.
S. Freud

La morale e la civiltà vogliono che l'uomo abbia meno dolore, ma non più felicità.
F. W. Nietzsche

Nessuno di noi riesce a sopportare che gli altri abbiano gli stessi nostri difetti.
Oscar Wilde

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.

Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.

Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c'è sempre un nemico.
Nietzsche

Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore.

L’amore è breve, dimenticare è lungo.
Neruda

La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.
Orwell

L'ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un'infinità di cose che la sorpassano.
Pascal

Amore è credule creatura.
Ovidio

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.
Proverbio Cinese

Quando gli elefanti combattono è sempre l'erba a rimanere schiacciata.
Proverbio Africano

Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
Proverbio Indiano

Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
Bertrand Russell

Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave.
Coelho

Gli uomini condannano l'ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano di commetterla.
Platone

Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.
Socrate

La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti.
Shakespeare

Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo, ma di aver vissuto abbastanza.
Seneca

La differenza tra l'amore e il sesso è che il sesso allevia le tensioni e l'amore le provoca.
Woody Allen



lunedì, settembre 14, 2009 ore 07:24
Oggi il cielo è grigio, le nuvole ricoprono l'azzurro degli angeli e la bontà del cosmo. A me va bene così, ho sudato troppo quest'estate, soffrendo i raggi del Sole in Sicilia. anzi ho piacere di questo grigiore, che mi fa presagire l'inverno, i venti freddi, ma anche il caldo del termosifone in cucina, la polenta fumante, gli abbracci ancora più piacevoli.

La vacanza è stata stupenda, la più bella della mia vita. Grazie amore, senza di te quest incanto non sarebbe venuto alla luce. Ti amo ancora di più, ti voglio per sempre con me. Un viaggio, un avventura, una scoperta, un amore, due mani intrecciate.

Dicevo, il fresco di fine estate. Quanto lo desidero. Vorrei andare a gambe nude a giro la notte, per sentirlo. Ho provato a tirar fuori un buon progetto di tesi: l'ho portato, ho motivato la professoressa, sono uscito deluso. Deluso dalla sua freddezza, imparzialità, incapacità di capire il mio impegno, il mio sogno, il futuro che sto per partorire. Ho desiderato ucciderla e farla a pezzi, sbrandellarla, decapitarla come la medusa.
Ma non mollo. Farò un progetto ancora più ambizioso, includerò Wittgenstein, Popper, Kuhn, migliorerò la metodologia, approfondirò i perché. Ho dei mesi davanti, posso davvero starci tanto su questo progetto. Nel mentre farò il tirocinio, lavorerò. Se nemmeno questo andrà in porto, tanti vaffanculo e arrivederci. Prenderò un altro tizio e farò una tesi simile, ma che richieda meno tempo. Io devo laurearmi, non posso aspettare la tela di un ragno cosmico troppo lento.

E così la vita passa. Le parole fluiscono, i tramonti terminano. Sì, a volte sento la morte più vicina.

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domenica, agosto 30, 2009 ore 14:20
Dedicato al mio amore.

Amore

Vincitore !



Provo sempre cose strane - e mai scontate - verso lei. Mi viene in mente: un amore empirico.
Il nostro è questo: si basa su ciò che c'è, ciò che facciamo insieme, non su indistruttibili sentimenti o su vane infatuazioni. Ti amo perché sto bene con te. Perché sai farmi star bene. Perché sei la piuma sullo stomaco, il fascino del mistero. Perché non ti ho del tutto, sai farmi tremare. Perché mi manchi e quando ci sei non mi annoi, e mi diletti, ci divertiamo, ti faccio ridere. Ci divertiamo con così poco, siamo due sciocchi rapiti dalla loro infantilità rivitalizzante.

Noi siamo l'amore che è ciò che fa...

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venerdì, agosto 28, 2009 ore 08:38
Io sono l'uomo che verrà,

la mia strada è tracciata dalle fatiche.

La scelta incombe,

i piedi tremano e la vista s'annebbia:

la discesa finale.

L'inferno mi attende.


Io sono l'uomo che verrà,

plasmato dai suoi sforzi.

La trasfigurazione delle carni,

l'ascesa dello spirito,

sono la morte del fanciullo.


Io sono l'uomo che verrà,

sono Eracle,

l'uomo che nasce da sé.



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sabato, luglio 25, 2009 ore 10:30

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mercoledì, luglio 15, 2009 ore 23:51
Stasera non ho grandi idee su cosa scrivervi. Ho appena visto Kill Bill Vol. 1, conoscete? Interessante. La spettacolarizzazione della violenza, della vendetta, dell'odio. E' umano? Sì.

Mi fanno così schifo le persone, a volte. Quando si mostrano impeccabilmente stupide, soprattutto quando la loro sufficienza rende i loro volti di plastica. Anche io ho dell'odio. Odio che porto dentro da anni, sì, odio e vendetta nera. Mi sento così ferito dalle loro prese in giro, dai loro pugni, dalla loro inutilità. Esistenziale.

Non dovremmo covare questi sentimenti, no; in un mondo perfetto ciò non esisterebbe. Che strani mondi fantastico con la mia mente. Forse il mondo migliore che ci meritiamo è l'attuale. Per molte cose l'abbiamo creato noi. Ma sono davvero vuoto di pensieri interessanti.

Mmm...

Diciamo che per stasera me ne vado a letto, e che se avete qualcosa di interessante da raccontarmi intrufolatevi pure.

Oyasumi nasai!

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domenica, giugno 28, 2009 ore 09:50
Il Metal scorre nelle mie vene e mi sento rinascere: non ce la facevo più a stare senza. E' tutta colpa del passaggio dei dati dal vecchio pc al nuovo. Mi rendo conto di sentirne la mancanza... ma è difficile dire il perché.
Ne sono un po' dipendente. Forse esprime la mia parte dionisiaca, la mia Ombra. Forse sì, ho bisogno di esprimere le mie emozioni, soprattutto la mia rabbia, con la musica; altrimenti come?
Dove sono i colori dei miei occhi?
Li hanno nascosti. Me li sono nascosti dentro.
Questa settimana a Riccione è stata uno stress incredibile. Tutti i 7 giorni a tenersi dentro la rabbia contro quella balena arenata; la volevo squartare. Sono una persona pericolosa, in fondo. Ed ho avuto la conferma che a trattenere questa emozione sto male, male dentro. Il mio Balrog diventa sempre più sanguinolento e pressante. Che volete farci, ognuno ha i propri fantasmi...
Ma c'è altro che voglio esprimere, mi sento noioso con quel tema.



Penso anche all'amore. Che cos'è l'amore?
E' passato quasi un anno dal primo bacio, eppure il mio amore per lei è sempre fresco, come nei primi giorni: forse è maturato poco. E' maturato poco il nostro rapporto, ma io sto bene.
Sono un po' confuso, non riesco a capire se questo è quello che voglio... Se voglio questa storia d'amore, se sto evitando dei dolori passati, se tutto quello che ho vissuto ha un senso. Davvero ho sofferto molto per i miei amori passati, ma non voglio fare il piagnucolone che racconta se stesso per impietosire. Lo dico perché, perché quest'amore è così leggero, così tenero come una piuma che a volte sembra scivolarmi fra le dita, ed io che non lo reggo mi imbarazzo di fronte ai miei sentimenti.

Che puttana la vita. Ti gioca sempre brutti scherzi. Ma dimmi specchio, non sono io che non riesco ad accettare ciò che semplicemente c'è? Sì, ti amo. Non è più la passione travolgente passata, ma non la rimpiango. Niente è veramente importante in questa vita se non il viaggio stesso. Amore, Eros, Agape, tu che sei sempre stato il mio compagno, portami dove è necessario andare, lasciami compiere la mia missione. La vita è troppo breve per capirne il significato.

Sono disincantato.
Troppo?
Deluso?
Amato, questo basta.

Non esiste niente di più importante che vivere, e per vivere si deve amare. Ma dimmi Crono, urlami, chi è l' Amore?



PS: Grazie ancora Tele2 di impedirmi l'accesso a internet.

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sabato, giugno 13, 2009 ore 01:40

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mercoledì, maggio 27, 2009 ore 00:01

Dovrei trovare più tempo per me stesso.
Che affermazione stupida. Tutti lo abbiamo, ma ce lo neghiamo continuamente.
Mi chiedo sempre con più forza chi decide cosa dobbiamo fare della nostra vita. Chi? Noi stessi? O siamo solo dei sempliciotti, attori sconosciuti di una scena che spingiamo avanti con veemenza senza conoscerne il senso?
Quanto siamo inutili. Facciamo cose che non ci interessano per tutta la vita, senza interrogarci su cosa sia.

Pessimismo, mmh? Ho appena finito di vedere un film di Woody Allen, Match Point. Forse è colpa sua, ma mi ha toccato una vena che era lì, pronta ad essere stritolata. La vena della disperazione. La disperazione di una vita senza significato.
Ma no, non ho questo tipo di vita. Ho scelto di seguire la strada dei miei desideri, perlomeno nel lavoro. Che incertezza. Forse mi illudo troppo nel chiedere alla vita di realizzarli.

E l'amore? Non saprei darne più una definizione. Prima ce l'avevo, scattante quanto una poesia imparata a memoria. No, di certo non so più cosa sia davvero. Con Anais va bene, anche se mancano molte cose fondamentali. Mi manca... la poesia creata dal nulla, la profondità di uno sguardo in più. Può sembrare strano dirlo, ma a volte stiamo troppo bene insieme. Voglio una persona che sappia conoscermi a fondo, e non so se lei può riuscirci; forse non sa cosa vuol dire.

Credo, sì credo che siamo tutti presi in una trappola mortale. E cinica. Quella del desiderio. Io desidero fare il lavoro che mi piace, perché ora non lo ho, desidero avere una storia più avventurosa, perché ora non la ho. Prima desideravo avere un amore infinito, ora ho cambiato idea; poi pensavo al sesso, è passata in fretta. Adesso vorrei essere più acculturato, domani semplice, impersonato, spontaneo, vissuto, matto.

No, forse è troppo volere qualcosa.



Vi lascio con "Ci sono parole" di Riccardo Veno. La track fa parte del suo cd "Il silenzio di Orfeo".


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domenica, aprile 19, 2009 ore 16:05

La vita è sofferenza.
La nostra vita è destinata alla fine, alla morte, siamo destinati a diventare polvere e nessuno può impedirlo. Oltre a questo, siamo tartassati da costanti difficoltà, stress, prove e tragedie, frammezzate a momenti di felicità, spensieratezza, estasi. Qualcuno potrebbe dire che l'ago della bilancia pende da un parte e dall'altra, non voglio stabilire quale sia la verità.

Nonostante questo, trovo incredibilmente importante dare un senso alla mia vita, un significato. Una direzione che valga intraprendere. Ci rifletto spesso. Credo che averne uno ci renda migliori, più umani, in qualche modo importanti, saggi. Forse invidio anche chi lo ha.
A volte il significato può capitarci fra capo e collo, senza cercarlo. Pensate a Primo Levi, a Beppe Grillo, o anche a Gesù. Ma non serve andare a pensare a chissà quale personaggio storico. Pensiamo a chi lotta per far mangiare la propria famiglia, a chi salva una vita chiamando i soccorsi medici. Può capitarci senza che ce ne rendiamo conto, senza lasciarci il tempo di vivere quell'attimo con l'intensità adatta; può darci una strana sensazione di estraneità: perché proprio a me?

C'è invece chi un senso lo cerca e lo costruisce. Penso di appartenere a questa razza.
Le mie esperienze, i fatti che mi hanno segnato, mi hanno reso sensibile alla sofferenza delle persone, soprattutto quella mentale. Penso di poter essere utile al mondo, aiutando le persone a superare questa sofferenza, a cambiare la propria vita, a vivere con più serenità.
Forse non ci riuscirò, ma ho deciso di lavorare come psicologo per aiutare chi soffre.

Non vuole essere una proiezione deliberata. Per mia fortuna ho superato quei problemi da un po'...

Però, sapete, rimane sempre una ferita profonda, dentro, che non ti toglie nessuno. La ferita che ti infligge la verità della vita, nella sua crudezza. Qualche volta sospiro, altre volte ci rifletto; ma rimane sempre lì. Come quando parlo con uno chiunque e capisco che lui non ha le parole per dire le mie esperienze, perché la mia psicoterapia mi ha fatto prendere una strada diversa. E chi non l'ha fatta non può capire.

Come chi ha vissuto la guerra, un amore folle o l'estasi della creazione poetica non può parlarne con chiunque, io mi sento intrappolato in questa rete di senso privata.

Ma in questa solitudine di senso non mi sento poi così solo.

Un sorriso accennato sulle mie labbra, spesso, diventa la parola e l'amico che cercavo.

 

 

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lunedì, aprile 13, 2009 ore 23:45
Mah.

Forse è un po' strano detto da uno che studia Pissicologgia, come pissi bau bau, ma la gente è di fori come i culi.
Veramente non mi spiego l'utilità di certi comportamenti; scusate il parossismo di tensione nervosa e chiacchere da quattro soldi, ma ho proprio bisogno di sfogarmi. Ne ho proprio bisogno.

Sarà che per questa Pasqua ho mangiato quanto un BUE ingozzato a forconi, invece che forchette, e adesso mi ritrovo con un chilo in più e difficoltà di digestione, sarà che ne sono successe di un po' fra ieri e ieri l'altro. Tipo che non mi hanno dato la borsa Erasmus.



Già. Un sogno quasi svanito praticamente. Sono riuscito a trovare lavoro come educatore, a guadagnare un bel po' di soldi, a fare esperienze e farmi conoscere: sono riuscito in quello in cui avevo meno speranza, ed ecco che questi bastardi danno la borsa a 4 altre polpette. Maledetti loro. Lo trovo un affronto questa esclusione.





Ma tornando alle cose assurde che vedo, mi chiedo perché la gente preferisce essere saccente piuttosto che interessata. Un gioco psicologico niente male, quello di farsi fregare dal peccato di insicurezza in questo maniera. Non trovate più interessanti le persone che sanno ascoltare, chiedere o spiegare?
Una rabbia! Le persone "sotuttoio", con quello sguardo da dietro il naso, gli occhiettini fuggenti che scappano dopo averti sorpassato, come serpi fra le frasche, mi danno un senso di... di ora ti stringo un cappio in torno al collo, poi lo vedi come guardi in aria...



Ma a che serve, tutto questo strepitio bamboccioso?

Non sopporto queste sconfitte. Proprio non le butto giù.
Mi svalutano e odio essere svalutato. Che non sia un piccolo narciso naif? Uno di facili ferite e piagnistei, di quelli abituati ed essere serviti con un vassoio d'argento e, paradossalmente, con la puzza sotto il naso.



Ma quale naso, quale puzza.
Lasciatemi finire adesso, o potrei davvero rivangare un passato troppo scomodo e anche noioso. E finire così per autodichiararmi quello che cerco di evitare di essere.

Che altro?

Il resto è vita.

E futuro.

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